Il 7 Giugno 1954 Alan Mathison Turing moriva in circostanze misteriose. Matematico originale e brillante scienzato dai molteplici interessi, elaborò la fomulazione definitiva della teoria della computabilità e partecipò alla costruzione dei primi calcolatori automatici, divenendo il padre della computer science nonché il primo teorico e il più entusiasta sostenitore del programma di ricerca sull'intelligenza artificiale: prima di morire profetizzò che entro cinquant'anni le macchine sarebbero state in grado di sostituire gli uomini nella maggior parte delle attività intellettuali. A mezzo secolo dalla sua morte alcuni tra i più importanti matematici, logici e filosofi italiani si interrogano sul senso della sua previsione, impiegando quest'occasione per approntare una riflessione su alcuni degli aspetti più attuali del pensiero di Turing e sul contributo da lui fornito alla nascita dell'epoca digitale.
Massimiliano Cappuccio svolge un dottorato di ricerca presso l'Università degli Studi di Pavia. Ha fondato e codirige la rivista di filosofia "Chora", sulla quale ha pubblicato alcuni contributi su temi difilosofia contemporanea, filosofia della mente, semiotica e grammatologia. Di prossima pubblicazione per AlboVersorio il suo studio dedicato ad Alan Turing: L'uomo, la macchina, l'enigma. Per una genealogia dell'incomputabile.