Nel 1936 Alan Turing propose la sua Tesi sulla Computabilità, un risultato della logica matematica destinato a cambiare il mondo degli uomini, proiettandolo verso il futuro delle tecnologie informatiche. Eppure la Tesi di Turing contiene un presupposto nascosto sulla natura semiotica del simbolo, un segreto che affonda le sue radici nelle origini ancestrali della scrittura e nel passato più remoto della speculazione filosofica impegnata a decifrare l'enigma del Nulla e della sua essenza. L'invenzione delle meravigliose macchine pensanti, che furono sognate da Leibniz e che vennero costruite dallo stesso Turing, è ancora in debito nei confronti di questo segreto.
Il libro, scrive Carlo Sini nella Prefazione, propone un percorso di "originale audacia e singolare freschezza", articolato in modo interdisciplinare e polimorfico: un viaggio che attraversa la storia del pensiero per ricostituire il senso autentico dell'impresa informatica, ripercorrendo le multiformi avventure del segno, esplorando la ricchezza delle tradizioni ideografiche, tornando all'epoca dell'oralità e dei miti omerici e al dibattito sull'alfabetismo, esploso nell'età della sofistica e di Platone, e giungendo infine alla cruciale nascita dello Zero.
Per scoprire e documentare un senso nuovo per le nozioni di "algoritmo", "codice", e "formalismo", vengono qui indagati gli usi concreti di quegli stratagemmi crittografici che furono ideati da strateghi come Giulio Cesare o Sun Tzu, e che vennero poi impiegati dalla marina del Terzo Reich.
Il saggio offre un'introduzione efficace e chiara al senso degli affascinanti teoremi matematici dai quali dipende la possibilità dell'idea stessa di intelligenza artificiale, concludendo con un'ipotesi stimolante sui fondamenti esperienziali dei formalismi della logica.
Massimiliano Cappuccio svolge un dottorato di ricerca presso l'Università degli Studi di Pavia. Autore di alcuni contributi su temi di filosofia contemporanea, filosofia della mente, semiotica e grammatologia, ha fondato e codirige la rivista di filosofia "Chora". Per AlboVersorio ha già curato il volume L'eredità di Alan Turing. Cinquant'anni di intelligenza artificiale