Quando si ricorre a una verità comprovata e condivisa, sostiene Peirce, lo si fa unicamente "applicandola, con occhio intento e braccio energico". Dietro quest'affermazione sta l'assunto che il pensiero non sia mai orientato alla risoluzione di problemi o al conseguimento di esiti speculativi astratti, né possa essere ingenuamente identificato con il flusso verbale.
Il pensiero è prassi sperimentale e manipolazione su un corpo diagrammatico, in grado di esibire la struttura piuttosto che il frammento, è vivente metabolia inferenziale di simboli, il cui fine ultimo sta in una condizionata risoluzione ad agire.
I grafi esistenziali, alla cui elaborazione Peirce dedica anni di intensa riflessione, gli ultimi della sua vita, sono i moving pictures di questa prassi, intesa come abito sperimentale generatore di abiti ulteriori: lo scribing diviene pragma nell'accezione originaria, scrittura del pensiero nel suo esercizio normativamente orientato al conseguimento di un fine.
Trascendendo i confini del tradizionale strumento logico, i grafi occupano una prospettiva prettamente euristica e danno vita a un sistema di rappresentazione che condivide la natura segnica e adduttiva, il modello stesso di legalità in fieri di ogni nostra elaborazione filosofica e scientifica.
Fulvia Vimercati è membro del Center For Advanced Research in Phenomenology e curatrice di Che cos'è il pragmatismo (Milano, 2000). Ha collaborato con la cattedra di Filosofia Teoretica II dell'Università degli Studi di Milano e ha curato e tradotto una serie di saggi e testi filosofici, tra i quali Nietzsche e la scienza di B. E. Babich, Raffaello Cortina Editore (Milano, 1996).